Effetto Arte

L'editoriale

Le cose in cui crediamo

di Paolo Levi

Paolo Levi Da anni il Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali, sognato e realizzato da Giovanni Spadolini, per salvaguardare e promuovere il vasto patrimonio artistico nazionale e ampliare le raccolte delle Gallerie Nazionali tramite significative acquisizioni, ha le casse vuote. Questa situazione così umiliante è stata risolta grazie al soccorso delle Fondazioni Bancarie, in una partnership salvifica. Per esempio, la città di Torino ha potuto, in questi anni, iniziare e completare i restauri di Villa della Regina, quelli della Palazzina di Stupinigi e della Venaria Reale, grazie agli ...

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Gli elenchi dei buoni e dei cattivi

 

 

di Roberto Deangelis

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Turner ...e la luce fu

 

di Diana Orini 

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LUCIAN FREUD - tributo al maestro

 

 

di Mauro Chessa

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Intervista a FLAVIO CAROLI

 

di Luigi Mastropaolo

 

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Paolo Conte - Pensieri scalzi

 

 

di Giulia Clemente

 

Nel mondo di Paolo Conte non si può che entrare in punta di piedi, con la stessa delicatezza con cui le note delle sue canzoni riescono ad accarezzare l’anima di chi le ascolta, seguendo “i pensieri che vanno scalzi per lontane vie, via da te … via da me”, come recita la canzone Tra le tue braccia, che apre Nelson, l’ultimo album del cantautore uscito nel gennaio 2010, ennesima espressione di una capacità compositiva da alcuni definita giustamente  celestiale.

Le atmosfere musicali del cantautore astigiano, magiche e sognanti, raccontano da sempre un passato che respira la propria malinconia, una malinconia tuttavia serena, ricordo inebriante e infinitamente poetico, è storia e sogno comune, è il caffè parigino di inizio Novecento in cui ci si vorrebbe sedere insieme agli artisti e agli intellettuali che hanno fatto la nostra storia, è la milonga fumosa dei locali di Buenos Aires  dove i corpi si incontrano per intrecciare una danza sensuale. 
È questo il potere della poetica di Paolo Conte, capace di raggiungere vette probabilmente inarrivabili di perfezione nell’imperfezione, nella carrellata infinita di vite ...Leggi Articolo

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Giuseppe Panza di Biumo - Comprare opere belle

 

di Federico Tagliacozzo

 
Non si può creare una buona collezione di arte contemporanea con l’idea di investimento. Anche perché questo tipo di arte è soggetto più di altre alle fluttuazioni e alle mode. È un’arte proiettata al futuro. E per capirla bisogna abbandonare i vecchi schemi».
Con queste poche parole, pronunciate un anno fa poche settimane prima di mancare, il conte Giuseppe Panza di Biumo, collezionista mecenate di arte pop, minimalista e concettuale, sintetizzava il percorso che lo aveva portato, dalla metà degli anni Cinquanta, a collezionare più di 2.500 opere. Circa la metà di queste sono state vendute, ma soprattutto donate a musei come il Guggenheim di New York, il MOCA di Los Angeles e il Guggenheim di Bilbao. Nel 1996 il grande collezionista ha donato al FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) Villa Panza, la grande dimora estiva di famiglia situata a Biumo, frazione di Varese. La villa è stata donata con tutte le sue opere.
Panza sosteneva che il suo obiettivo non era mai investire ma ricercare e comprare opere belle. Eppure dalla metà degli anni Cinquanta ha investito nominalmente due miliardi di lire per l’acquisto di opere che oggi valgono centinaia ...Leggi Articolo

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Franco Nocera - Momenti di sublimazione

 

 

di Daniela Lubrano
 
Lo studio di Francesco Nocera si trova tra i vicoli medievali di Monreale, scrigno prezioso che contiene il gioiello architettonico del Duomo. Passeggiando per le strade della cittadina siciliana, l’artista mi spiega come il Duomo faccia parte dei suoi ricordi – vi si chiuse incredibilmente all’interno quando era bambino – diventando negli anni della formazione la sua più importante scuola. Docente di Arte Sacra Contemporanea Sperimentale all’Accademia di Belle Arti di Palermo, Nocera è un grande interprete dell’arte sacra contemporanea, un caso quasi unico in un ambito che oggi, solitamente, è più esplorato dagli architetti che dai pittori. Tra le sue opere vanno citate le vetrate di San Tommaso e del Santuario di Tindari, e l’occhio absidale del Duomo di Patti. Conversando con lui emergono i caratteri della sua arte: natura e cultura, panteismo, lirismo ed erudizione. Nella sua pittura è forte e presente la dimensione della memoria e dell’archetipo, che in parte lo avvicina a Osvaldo Licini. Ma Nocera afferma che «un siciliano non può dipingere come un lombardo o un fiorentino»: nella sua espressività c’è la luce e il colore della violenza emotiva, cifra che lo accomuna ai siciliani ...Leggi Articolo

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