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Intervista di Luigi Mastropaolo
Il suo primo omicidio, Dario Argento, lo ha commesso a trent’anni. È il 1970 e il Maestro romano gira il suo primo successo, L’uccello dalla piume di cristallo. Il luogo del delitto è una meravigliosa galleria d’arte. Essendo la prima volta, l’omicidio non si compie; la vittima riesce all’ultimo momento a sfuggire alla mano assassina. Ma siamo già dentro a un mondo fatto di paure: la galleria è popolata di statue contorte e mostruose, collocate in un ambiente freddo e luminoso. La sua assistente mi ha dato tutte le informazioni necessarie, raccomandandomi di essere puntuale: a causa del suo recente viaggio negli Stati Uniti per valutare la possibilità di dar vita a un adattamento di Suspiria, il Maestro ha una fitta agenda d’impegni che non ammette modifiche. L’assistente mi rassicura: «In genere, concede un’ora ai suoi intervistatori». L’appuntamento è presso Parioli, una delle zone più esclusive di Roma. Costruito agli inizi del ‘900, questo quartiere è diventato la residenza privilegiata di una borghesia medio-alta che include piccoli imprenditori, liberi professionisti, giornalisti e uomini di spettacolo.