Effetto Arte

HANGARBICOCCA - sapore di arte, cuore di metallo

Tra lamiere e ciminiere, nella periferia nord-est di Milano, all’interno di una ex zona industriale, sorge l’HangarBicocca, uno spazio dedicato all’arte contemporanea a trecentosessanta gradi. Il progetto di riqualificazione dell’area industriale del quartiere Bicocca, che dai primi del Novecento ha rappresentato il simbolo dell’industrializzazione lombarda, sede anche degli stabilimenti industriali di Falck, Pirelli e Campari, è stato pensato a metà degli anni Ottanta. Hangar Bicocca è nato invece nel 2004 dalla riconversione di un grande stabilimento industriale appartenuto prima alla Breda e successivamente all’Ansaldo. Con i suoi quindicimila metri quadri e uno stile architettonico fortemente industriale, HangarBicocca rappresenta un luogo di grande suggestione per gli artisti contemporanei: la particolare location è stata concepita per amalgamarsi alla perfezione con le molteplici caratteristiche ed espressioni degli artisti contemporanei, che possono trovare una grande fonte d’ispirazione nel blu scuro dell’interno dell’hangar. L’area è composta da tre sezioni: lo “Shed”, il corpo basso, le tre “Navate” che compongono il corpo centrale, e il “Cubo”. L’esterno è sigillato da una corazza argentea di metallo. Dal 2004 a oggi HangarBicocca ha presentato un palinsesto di mostre personali e collettive, che lo hanno reso uno dei punti di riferimento della scena culturale italiana, oltre che uno dei luoghi di produzione artistica riconosciuti dal pubblico e dalla comunità artistica internazionale. Tra le più importanti mostre ospitate nel corso di questi anni di attività espositiva, ricordiamo le personali di Mark Wallinger, Marina Abramovic, Lucy & Jorge Orta, Alfredo Jaar, Anthony McCall, Christian Boltanski e Terre Vulnerabili, un progetto che ha coinvolto oltre trenta artisti di tutto il mondo in un percorso di quattro tappe espositive. HangarBicocca ospita in permanenza due opere: La Sequenza di Fausto Melotti, lunga ventidue metri, alta sette e larga dieci, realizzata nel 1981 e collocata nel giardino antistante l’ingresso nel 2011 e I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer. La prima è una composizione di moduli simmetrici color ferro, costituiti su tre livelli di profondità, secondo un’alternanza di pieni e di vuoti che rende impossibile coglierla con un unico sguardo. L’opera rappresenta il culmine della quarantennale ricerca artistica di Melotti, concentrata su una scultura anti-celebrativa e anti-monumentale, e tradotta dapprima in opere rigorose e astratte, più tardi percorse da elementi narrativi e poetici. I Sette Palazzi Celesti sono torri tra i quattordici e i diciotto metri, realizzate in cemento armato, che utilizzano come elemento costruttivo di base i moduli angolari ottenuti dai container per il trasporto delle merci. L’installazione, realizzata da Anselm Kiefer per HangarBicocca in occasione della sua prima apertura nel 2004, deve il suo nome ai Palazzi descritti nell’antico trattato ebraico cabalistico Sefer Hechalot – il Libro dei Palazzi/Santuari risalente al IV-V sec. d.C. Ogni torre è caratterizzata da elementi e da materiali differenti che rimandano alla poetica di Kiefer: le scritte in neon, le pile di libri in piombo, la nave, la pellicola cinematografica, le cornici prive di immagini. Tra le mostre temporanee sono invece da segnalare la mostra NON NON NON di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, e l’installazione Shadow Play di Hans-Peter Feldmann, che offrono la possibilità di interrogarsi sulla natura del vedere, sul confine fra cinema e arte e sul racconto di storie reali o fantastiche. Le ombre e le proiezioni di Feldmann girano su se stesse come un girotondo di anime e di storie che si intersecano per poi staccarsi: sono strade, vie, ombre e giochi di un mondo animato e irreale, scandito inesorabilmente dal ritmo. HangarBicocca è dunque un piccolo gioiello unico in Italia, che offre un emozionante percorso nel mondo dell’arte contemporanea, custodito in un cuore di metallo.